Forse anche noi come le cose scure

Y. Bagot: Arcanes (2014)

Y. Bagot: Arcanes (2014)

 

Scortica gratta il marmo candido
della pelle, così netto
affondo nel nero fino alla calda
pasta di tenebra, vedi che affiora
luminoso blunotte che
nube di bitume s’aggruma e sotto
la brulla crosta di perlacei
baluginii lune
che i miei avidi occhi si mangiano come
le alghe la luce

Tu mi dici parole
di stagno, le ricopro d’un
sonno rotondo io
me l’arrotolo nella lingua
un sogno d’ambra

Non ho paura dell’ombra
che avvena le mani, di respirare in gola
al buio immobili sotto
alle coperte, questo paradiso
in letargo che sono le cose di qua dal velo,
le cose che nel nostro (malchiuso…)
guscio-galassia velluto
perdono la forma, dimenticano
il nome loro
vero (se mai ne hanno uno)

*

(Forse anche noi come le cose
scure, come gli spettri…)

Stiamo come immersi in un’acqua
scura, proibita

                         anima mia

– isolotti smarriti nel pacifico
scancellato, relitti viridescenti nell’abisso
di fluttuante
                     vita

*

Come fari allora nel vespro
fiammante scrutiamo i silenzi
del cielo per trovarci soltanto

un’eternità dopo
l’altra.

 

 

Vito Santoliquido
22.3.13
Licenza Creative Commons

 

English Version by Daniel De Lost இ http://bit.ly/2sI8o9Q

 

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