Ballata gotica

Gaetano Pompa - Dorothee e la biscia (1974)

G. Pompa: Dorothee e la biscia (1974)

 

Un talismano,
in mercurio et in nero,
a G. C. (un nome)
e per il mio amore
magnolia…

Chiave
[Nella stanza, che è fuori.]

 

Quali corpi lunari
nella notte, allora? Son quelli,
forse, di stregate spettrali
farfalle.

«Quasi non sembri reale», la figura
d’ombra ch’eri nel buio (cuore
d’osso, occhi di cane – in quel rodìo
che tarla, rabesca di bave
scure), lampeggiando sorrisi: dïamanti
mi fa desto dal sonno, e bocca-
cruna ricucio frasi
(bramose…) ai tuoi neri lucidi
cigli (s’apre il delta delle gote, sul collo
scruto avvampare papaveri
di sangue, dulce); «Pure, non sei vero,
è mero sogno a cullarmi con cerei
simulacri di vita,
pauroso demoniaco amor

– Quali corpi lunari
si strusciano, allora? Son quelli,
forse, di acri di scarmigliati
cavalli,

O di folli falene –, che sia! amore
distrutto amaro anche
crudele, s’ora lo sguardo è interdetto,
vedendo farsi icona la tua pelle
di gesso a un trono arcato di decrepite
ogive: nella palla morta di
Euridice si specchia il naufragarsi
perpetuamente in un mare d’ardesia
– la smossa nebulosa
dei capelli – del mio lacustre cuore
acheronteo…

(Quali corpi lunari
nell’ombra, allora? Forse, le due nostre
figure, lattescenti tra le ceneri).

 

 

Vito Santoliquido
31.5.14
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