La preparazione al viaggio

R. Roberts: The White Cockatoos (1950-'59)

R. Roberts: The White Cockatoos (1950-’59)

 

E c’è la fretta di fare la valigia, al viaggio
però, manca ancora una settimana
più un week-end, per essere precisi.

Bisogna che non dimentichi i libri i calzini
(si sa, finisce sempre che uno dei due
si perde, silenziosamente putrescendo il superstite
d’insondabile tristezza, un’isola
un cancro di foglie) i libri sì già detto
il pettine le scarpe
i cosmetici le cose
da mangiare, la focaccia all’olio
della nonna i dolci alla cannella
la pistola.

Prima, però, non devo scordarmi
al balcone d’accarezzare il sole (anemico
leggermente, mi pare: sarà il trapassare
dell’estate col suo oro
o comprensibilmente
un principio di nostalgia, come
amante sorpreso all’alba dall’allodola,
un desiderio d’ibernazione,
di permanenza nel sogno
ad libitum, guscio discreto la notte…)

E salutare il bosco e i campi e baciare i cari
gli estinti: fatalmente accade, infatti,
che la casa si tramuti in sepolcro,
ove costantemente
è un salmodiare di vermi, un pendere
verso l’infernale vuoto, un rugginoso
riverberare ogni tanto
di versi sul foglio elettronico (è un po’
come sentirsi un burattinaio
improbo alle prese con cadaveri
squisiti, il più delle volte con effetto
grottesco).

È sempre tutto un amorevole
ripetersi i bisogni, ripeterseli
in gabbia in soliloquio
– propriamente un rito –
la preparazione al viaggio,
mentre col capo in cielo scosto nuvole,
ricucio gli slabbri del giorno,
immagino cineree betulle
ondeggiare in un posto fuori dal mondo.

Ma poi gli occhi
lampeggiano
verdi d’amore santo,
quasi fremendo
il corpo arroventato.

 

 

Vito Santoliquido
30.8.13
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